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“ACROSS THE UNIVERSE: viaggio nel cosmo delle differenze”

Venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 ottobre, si terrà presso il Polo Culturale Artèmisia di Capannori un ciclo di incontri dal titolo “Across the Universe: viaggio nel cosmo delle differenze”. Ingresso gratuito

Venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 ottobre, si terrà presso il Polo Culturale Artémisia di Capannori un ciclo di incontri dal titolo “Across the Universe: viaggio nel cosmo delle differenze”, ingresso è gratuito per tutte le attività.


L’iniziativa è promossa dal Comune di Capannori e realizzata grazie ai fondi della Rete RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Con la collaborazione dell’associazione di promozione sociale LuccAut.


Grazie a questo evento il Comune intende mettere a disposizione del territorio e della cittadinanza strumenti culturali per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine, lingua, ceto sociale, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.
Il titolo “Across the Universe: viaggio nel cosmo delle differenze” esprime l’opportunità di aprirsi a mondi sconosciuti, di dare nome a “nuovi corpi”, di prendere coscienza della vastità e della pluralità delle realtà esistenti e di sentirsene parte. L’universo è infinito e in espansione: proprio come le differenze che caratterizzano l’umanità.


Il programma del ciclo di incontri contiene attività molto diversificate: conferenze frontali, mostra fotografica, momenti di confronto, laboratori per bambini/e, per giovani e per adulti, una biblioteca vivente, spettacoli teatrali, tango queer. Tutte le attività sono gratuite, per alcune di esse è richiesta la prenotazione. L’iniziativa non è a scopo di lucro.

L’iniziativa è realizzata grazie alla preziosa collaborazione e partecipazione attiva delle seguenti realtà e persone:
AGEDO Toscana, Amnesty International, Echo, Hex Ludus, presidio Libera “Giuliano Guazzelli”, Libertango Club Pistoia, Ludissea 42, Maschile Plurale Lucca, Azione Gay e Lesbica, progetto My SElf, Patrizia Lazzeri, Ethan Ricci.

Programma

VENERDI’ 14 OTTOBRE

Mostra fotografica di Ethan Ricci, classe 1964, trans AFAB (FtM) non binario. Pittore, decoratore, restauratore, grafico, web designer, fotografo, scrittore, prima lesbofemminista poi transfemminista. È presente sul Web con due siti e una pagina Facebook. Oggi si occupa perlopiù di fotografia, beni culturali, in particolare della sua città (Lucca) e offre il suo occasionale contributo in favore della comunità LGBTQIA+, testimoniando criticamente la propria esperienza personale. Le fotografie rimarranno esposte in Sala Pardi per tutta la durata del ciclo di incontri.

Ore 17:00 apertura del ciclo di incontri “Across the Universe: viaggio nel cosmo delle differenze” a cura di LuccAut, Comune di Capannori e presentazione delle realtà coinvolte.

Dalle 17:30 alle 19:00 Lettura condivisa. LuccAut organizza un gruppo di lettura condivisa utilizzando i libri donati alla Biblioteca Ungaretti grazie ai fondi RE.A.DY stanziati nel 2021. Verrà inoltre organizzato un angolo per consigliare nuovi titoli di libri da acquistare per incrementare l’offerta letteraria su tematiche LGBT+ della biblioteca. Sala Pardi

Apericena offerta presso l’Ostello La Salana, prenotazione obbligatoria a luccaut@gmail.com entro mercoledì 12 ottobre.

Dalle 21.00 alle 23:00 Omobitransfobia: un pilastro patriarcale. Maschile Plurale Lucca organizza un dibattito con moderatore. Verranno introdotti alcuni temi relativi alla mascolinità tossica e al patriarcato in relazione con le discriminazioni, in particolare con un focus sull’omobitransfobia. Si forniranno esempi concreti e vissuti personali, ponendo anche domande stimolo e input coinvolgendo il pubblico in un dibattito su come riconoscere questi atteggiamenti anche in noi stessi, e come combatterli attivamente nel quotidiano. Sala Pardi

SABATO 15 OTTOBRE

Mostra fotografica di Ethan Ricci, Sala Pardi.

Dalle 15:00 alle 18:00 Giochi con me? L’associazione Ludissea 42 organizza una sessione di giochi da tavolo. Il gioco abbatte qualunque tipo di barriera, sia culturale che mentale.
Sala Pardi

Dalle 15:00 alle 17:00 Laboratorio ludico/letterario per bambin* e ragazz* per sensibilizzare al rispetto e al valore dell’umanità. A cura di Amnesty International gruppo di Lucca. Numero massimo di partecipanti 10, prenotazione obbligatoria a isola.francesca@virgilio.it Sala lettura

Dalle 17:30 alle 18:00: My SElf, presentazione del cortometraggio in fase di crowdfunding. Sala lettura

Dalle 18:00 alle 19:00 il progetto My SElf organizza una breve attività dedicata ai bambini: l’illustratrice Rebecca Tozzetti sarà a disposizione per realizzare ritratti fantasy elfici e per scattare foto con le orecchie elfiche. Sala lettura. Massimo 10 partecipanti. Prenotazione obbligatoria a myselfshortfilm@gmail.com

Dalle 18:30 alle 19.30 proiezione del cortometraggio Mumble Mumble di Patrizia Lazzari. Il corto affronta il problema del coming out e dell’omofobia interiorizzata, ha partecipato a diverse rassegne e festival per cortometraggi, nel 2019 è stato premiato come miglior corto italiano della XV edizione di “Immaginaria Film Festival” di Roma. A seguito, verrà proiettato Punti di vista (durata 11.20), della stessa regista, che narra la storia di una coppia alle prese coi preparativi della propria unione civile. Sala Pardi

Apericena offerta presso il bar Vaniglia, prenotazione obbligatoria a luccaut@gmail.com entro giovedì 13 ottobre.

Dalle 22.00 alle 23:00 Tango Queer, con l’associazione Libertango Club Pistoia, per muovere i corpi oltre i ruoli tradizionalmente assegnati. Sala Pardi

DOMENICA 16 OTTOBRE

Mostra fotografica di Ethan Ricci, Sala Pardi.

Dalle 15:00 alle 17:00 Biblioteca vivente. Nata in Danimarca negli anni Ottanta è un metodo innovativo per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione reciproca. Nella realtà le categorie non esistono, esistono solo le persone con le loro storie personali, le loro scelte e i motivi che le hanno determinate. Grazie a questo strumento i “lettori” possono entrare in contatto con persone con le quali nella quotidianità non avrebbero occasione di confrontarsi.
A cura di LuccAut, con il supporto di Agedo, Echo, Azione Gay e Lesbica. Area esterna se bel tempo, in caso di maltempo in Sala Pardi

Dalle 15:00 alle 16:30 (solo in caso di bel tempo) Narrati. Laboratorio di narrazione della diversità. Per giovani dai 16 ai 22 anni. A cura di LuccAut, gradita la prenotazione a luccaut@gmail.com Sala Pardi

Dalle 17:00 alle 18:00 Agedo on stage, storia semi seria di quattro mamme attiviste. Agedo Toscana organizzerà una performance teatrale sulla tematica del coming-out de* propr* figl: attraverso la condivisione di come abbiamo accolto i coming out de nostr* figl* il nostro obiettivo è quello di dare una rappresentazione positiva, seppur non scevra a volte di difficoltà, delle nostre famiglie, di come abbiamo affrontato il coming out familiare, di come aver affrontato tematiche a volte nuove ci abbia arricchito. Sala Pardi

Dalle 15:00 alle 17:00 Sottosopra. Laboratorio/gruppo di lettura per bambin* di età compresa tra i 5 e i 9 anni. Organizzato dal presidio di Libera “Giuliano Guazzelli” – Lucca. I libri proposti fanno parte della collana Sottosopra, da sempre impegnata a promuovere la formazione di bambine e bambini liberi di pensare e di pensarsi. Attraverso esempi semplici e legati al vissuto dei bambini possono far guardare le cose quotidiane (le scelte di abbigliamenti, di abitudini, dei giochi, dello sport…) con occhi diversi e più attenti. Massimo 10 partecipanti. Prenotazione obbligatoria a vchiara94@hotmail.it. Sala Lettura

Dalle 18:00 alle 19:00 La Pelle che Gioco. L’associazione Hex Ludus realizza un incontro frontale sul mondo del gioco di ruolo: la conoscenza e l’espressione del sé, in particolar modo delle parti solitamente nascoste, attraverso il gioco. Il gioco di ruolo è un’esperienza immersiva che permette di sperimentare in uno spazio sicuro, caratterizzato da regole condivise e rispetto reciproco, situazioni sociali e meccaniche relazionali nuove attraverso il proprio personaggio. Sala Lettura.

Dalle 18.30 alle 19:30 Tango Queer, con l’associazione Libertango Club Pistoia, per muovere i corpi oltre i ruoli tradizionalmente assegnati. Sala Pardi

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La città dei diritti: un laboratorio di ricerca partecipata



L’Osservatorio dei diritti del Comune di Lucca organizza una formazione innovativa per imparare come analizzare e contrastare le discriminazioni. 
Le attività sono rivolte ai giovani e alle giovani da 16 a 30 anni di età (indicativamente) e saranno svolte da sociologi e ricercatori esperti, durante i mesi di novembre e dicembre.


Perché partecipare?
…per imparare come si fa una ricerca
…per sperimentare in pratica quello che hai imparato sui libri
…per conoscere meglio la realtà e provare a migliorarla
…per fare una nuova esperienza e arricchire il tuo curriculum
…per fare nuove conoscenze

Il laboratorio è completamente gratuito.
Si svolgerà nei giorni di mercoledì, nel tardo pomeriggio. Ma su richiesta potremmo concordare orari e giorni diversi. 


Se sei interessata/o partecipa all’incontro di presentazione che si terrà mercoledì 9 novembre alle ore 18,30 nella sede dell’Osservatorio in piazza San Gregorio 4 a Lucca (Vicino alla Torre Guinigi) oppure lasciaci il tuo nome e un recapito, per poterti contattare. 

Per informazioni contattare Silvana Sechi  347/01091273  silvana.sechi56@gmail.com

Lettura condivisa LGBT+ ad Artèmisia

Il Comune di Capannori, grazie ai fondi della Rete READY, ha messo a disposizione della Biblioteca Ungaretti decine di libri a tematica LGBT+ consigliati dall’associazione LuccAut.

Per celebrare il momento in cui i libri diverranno patrimonio pubblico, LuccAut ha deciso di organizzare un pomeriggio di Lettura Condivisa aperta a tuttx.

Sabato 11 dicembre, alle ore 16:00 presso la Sala Pardi del Polo Culturale Artèmisia di Capannori, la cittadinanza è invitata a partecipare a questa iniziativa, per leggere e/o ascoltare le parole all’interno dei libri scelti.

Come funziona?

Prima dell’evento scegli un libro che già conosci, che hai letto interamente o parzialmente.

Prenotati per l’evento a luccaut@gmail.com indicando titolo, autore/trice e un breve estratto che ti ha colpito di più.

Durante la lettura, la moderatrice chiamerà il titolo del libro da te indicato. Ogni lettura non deve superare i 3 minuti.

Tra una lettura e l’altra non verranno fatti commenti: sarà il momento dell’ascolto.

Per partecipare non serve nessuna competenza particolare, lo scopo è quello di far parlare i libri.

Di seguito l’elenco dei libri:

  1. PIU RICCHE DI UN RE, C. BARBERO
  2. QUEER GAZE, ANTONIA CARUSO
  3. ETTORE L’UOMO STRAORDINARIAMENTE FORTE, MAGALI LE HUCHE
  4. SENZA PAURA, ALESSANDRO ZAN
  5. CACCIA ALL’OMO, SIMONE ALLIVA
  6. L’OTTAVA SOPRA, PATRIZIA LAZZARI
  7. LA FAMIGLIA X, GRIMALDI MATTEO
  8. RAFFI, CRAIG POMRANZ
  9. D’AMORE E DI LOTTA, AUDRE LORDE
  10. COME LE CICALE, FIORE MANNI
  11. FLAMER, MIKE CURATO
  12. LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST, EMILY M. DANFORTH
  13. HO PAURA TORERO, PEDRO LEMEBEL
  14. SONO UN MOSTRO CHE VI PARLA, PAUL B. PRECIADO
  15. LAURA DEAN CONTINUA A LASCIARMI, TAMAKI – VALERO
  16. LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEI MASCHI, ELISABETH BRAMI
  17. LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLE FEMMINE, ELISABETH BRAMI
  18. LE MALDICENZE, FLAVIA BIONDI
  19. C’E’ QUALCOSA DI PIU NOIOSO CHE ESSERE UNA PRINCIPESSA ROSA?,RAQUEL DIAZ REGUERA
  20. PICCOLO UOVO, FRANCESCA PARDI
  21. JULIAN E’ UNA SIRENA, JESSICA LOVE
  22. ABBRACCIA I TUOI COLORI!, MURIEL ELISA DE GENNARO
  23. CHIAMAMI COL TUO NOME, ANDRE’ ACIMAN
  24. LA DONNA BRUTTA. VITA E SCRITTURA DI VIOLETTE LEDUC, ELEONORA TARABELLA
  25. ARCHITETTURE DEL DESIDERIO, F. FABBIANI, C. ZANNINI
  26. LA TERRA NON E’ PIATTA, AA.VV
  27. SAETTA ROSSA, R. ATZENI, B.BUCCI
  28. BENVENUTI IN FAMIGLIA, M. HOFFMAN
  29. IL RE NUDO. PER UN ARCHIVIO DRAG KING IN ITALIA, MICHELA BALDO
  30. GIROTONDO, S. ROSSI; A.INNOCENTE
  31. DIVERSITY HOTEL, LUCA ZANFORLIN
  32. QUEER. UNA STORIA PER IMMAGINI, BARKER-SCHEELE
  33. I MOVIMENTI OMOSESSUALI DI LIBERAZIONE, MARIASILVIA SPOLATO
  34. VOLEVO SOLO ESSERE FELICE, ALESSANDRO COZZOLINO
  35. BACIAMI ANCORA, FORESTIERO, PEDRO LEMEBEL
  36. UN APPARTAMENTO SU URANO, PAUL B. PRECIADO
  37. IL CORPO DEL TESTO, LAURA FONTANELLA
  38. PAPA’ PER SCELTA, DE FLORIO; TUMINO
  39. NON SONO QUESTI I PROBLEMI, DELICATO FRANCESCA
  40. PER SEMPRE, PETRICELLI – RICCARDI
  41. FENICOTTERI IN ORBITA, PHILIP RIDLEY
  42. STORIA DI MARCELLA CHE FU MARCELLO, BIANCA BERLINGUER
  43. QUEER HEROES AA.VV
  44. GENERATIONS OF LOVE, MATTEO B. BIANCHI
  45. L’AURORA DELLE TRANS CATTIVE, PORPORA MARCASCIANO
  46. PARLAMI D’AMORE, PEDRO LEMEBEL
  47. FUORI DAL DUNGEON, MARTA PALVARINITESTO TOSSICO, PAUL B. PRECIADO
  48. APPUNTI PER UN DIZIONARIO DELLE AMANTI, MONIQUE WITTIG
  49. ZAMI. COSÌ RISCRIVO IL MIO NOME, AUDRE LORDE
  50. LE DOMONAUTE, CLARA GARGANO
  51. IL RAGAZZO STREGA, M.K. OSTERTAG
  52. L’ITALIA CHE NON C’ERA, CIRINNA’ MONICA
  53. LA MOSTRUOSITRANS, FILO SOTTILE
  54. STRANIZZA, VALERIO LA MARTIRE
  55. TESTO TOSSICO, PAUL B. PRECIADO

Ma non hai paura che lei ti tradisca con un uomo?

“C’era la bandiera arcobaleno in piazza, un gazebo con volantini informativi colorati, i miei compagni e le mie compagne che si aggiravano per accogliere i passanti, scambiare due parole, dare informazioni sull’evento in corso.

Avevo allestito la piazza insieme agli altri e alle altre, felice della nostra prima presenza all’aria aperta, fuori, in mezzo alla gente, esposti, visibili.

Sedevo su una sedia pieghevole accanto a quella che allora era la mia ragazza, tenendo in mano un cartello che mostrava il titolo del nostro libro “Orgoglio e pregiudizi”. Fino a quel momento avevamo vissuto la nostra relazione con serenità e orgoglio, io donna bisessuale, lei donna lesbica. Da poco avevamo iniziato a fare insieme attivismo.

Avevamo allestito in piazza una Biblioteca Vivente: un evento in cui persone fisiche narrano la propria storia ad altre disposte ad ascoltare. La metafora del libro è particolarmente coerente con quanto avviene durante un incontro tra chi narra e chi ascolta: quest’ultimo, in silenzio, si pone nella prospettiva insolita di chi sospende il giudizio di fronte ad un racconto che si snoda in vicende e aneddoti su cui non ha controllo e potere. Ascolta, si espone a qualcosa di nuovo, inaspettato, magari scomodo.

Noi ci intitolavamo “Orgoglio e pregiudizi”. Il nostro libro parlava dei pregiudizi sull’essere una coppia dello stesso sesso, dei pregiudizi sulle donne lesbiche, dei pregiudizi che ci possono essere in una coppia ad orientamento misto, ovvero, come nel nostro caso, in cui non entrambe le persone sono per esempio omosessuali. Di fatto le sfumature e le differenze di orientamento all’interno delle relazioni sessuo-affettive esistono, ma rimangono spesso invisibili.

Verso la fine della giornata una donna si siede davanti a noi per ascoltare la nostra storia. Ad un certo punto si presenta come donna lesbica e interviene sul mio racconto dicendo: “Ma devi dirti lesbica, perché la tua parte etero è quella che la società ti spinge a preferire!”. Questa affermazione, dalla prospettiva di una persona bisessuale è completamente insensata, le persone bisessuali non si percepiscono in parti e tanto meno percepiscono il proprio orientamento come una percentuale binaria di attrazione verso due sessi. Con fatica cerco di far capire questo aspetto, ma invano. Alla fine di questo incontro, confrontandomi con la mia ragazza, ci scambiamo qualche perplessità sull’accaduto, per poi interromperci e accogliere la persona successiva.

Questa persona ascolta la nostra storia in silenzio, alla fine si rivolge alla mia ragazza: “Ma come fai a stare con una persona che è anche attratta dagli uomini? Non hai paura che ti tradisca con un uomo?”

La domanda avvilente colpì entrambe. Eravamo sconcertate. Ero ammutolita, non potevo rispondere, perché la domanda non era rivolta a me (anche se io ero il bersaglio). La mia ragazza risponde indignata e decisa:

“Perché dovrebbe tradirmi? E perché con un uomo? Non perché lei è bisessuale, allora sicuramente mi tradirà, e con un uomo!”
Vorrei una legge che mi tuteli dalla bifobia, ovvero da tutte le forme di cancellazione e invisibilizzazione della bisessualità, di invalidazione e assimilazione della bisessualità, ipersessualizzazione e oggettificazione sessuale delle persone bisessuali.”

Maria

 

Contributo inerente all’iniziativa “Vorrei una legge che mi tuteli come ha fatto…”.

Ero a Londra…

“Ero a Londra, un ambiente multiculturale, ero studente in un’università che si rivolgeva alle classi sociali meno abbienti. A quell’epoca non avevo ancora capito di essere trans e stavo seguendo il corso di psicologia del comportamento criminale.

Se non ricordo male, la docente stava parlando dello stigma e fece l’esempio delle famiglie arcobaleno. Uno studente con pregiudizi religiosi e molta ignoranza sul tema prese la parola e cominciò ad asserire che gli omosessuali non possono avere figli, che è innaturale (i soliti argomenti ritriti) etc. Prima ancora di poter aprire bocca, metà della classe insorse con gli stessi argomenti che avrei usato io per confutare quelle tesi anacronistiche.

Lo stupore che provai per l’indignazione di persone che avevo avuto a fianco per settimane e che sapevo non essere lesbiche, gay, bisessuali o trans e che nonostante questo si alzarono in piedi ed alzarono la voce per difendere un principio, mi lasciò a bocca aperta. Non mi sono mai più sentit* così al sicuro come in quella situazione.

Il giorno in cui, in quanto persona trans e non binaria, le persone intorno a me insorgeranno (non c’è una parola più bella di insorgere perché il pregiudizio ha bisogno di sdegno e fermezza e voce per essere spazzato via) con gli stessi argomenti che userei io, saprò di essere al sicuro, non ci sarà bisogno di convincermi che lo sono.

Uno Stato dove non si gioca al massacro delle minoranze è uno Stato dove l’educazione sulla diversità è incoraggiato e non si tollerano argomenti retrogradi per togliere diritti sacrosanti alle persone, perché il pregiudizio non è libertà di culto o di espressione. Il pregiudizio, lo stigma, gli stereotipi sono solo dannosi per tutt*.”

Storm

 

Contributo inerente all’iniziativa “Vorrei una legge che mi tuteli come ha fatto…”.

“Vorrei una legge che mi tuteli come ha fatto…”

Quest’anno in Italia siamo in attesa di una legge che tuteli le persone da attacchi, discriminazioni, abusi e violenze basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Tuttavia, nonostante questa mancanza di tutela legale, persone, associazioni, gruppi, organizzazioni si battono per la difesa dei diritti delle persone LGBT+.

Ti chiediamo un contributo raccontandoci, coerentemente con il titolo dell’iniziativa:

  • “quella volta che qualcunx ti difese da un attacco alla tua identità di genere o orientamento sessuale”

Oppure:

  • “quella volta che io difesi una persona da un attacco alla sua identità di genere o orientamento sessuale”

 

La forma del tuo contributo può essere:

  • Un breve scritto di circa 500 parole (in formato word e pdf)
  • Massimo 3 fotografie (formato jpeg)
  • Un breve video di max 1 minuto
  • Un audio (formato mp3) di max 1 minuto

 

Invia il tuo elaborato a vorreiunalegge@gmail.com

 

Tutti i contributi verranno pubblicati sui nostri canali social (Facebook e Instagram) e sul sito di LuccAut  www.luccaut.wordpress.com

Se lo desideri puoi richiedere che il tuo contributo venga pubblicato anonimamente o con uno pseudonimo. In qualsiasi altro caso riporteremo il tuo nome (anagrafico o di elezione).

Partecipando a questa iniziativa dai il consenso alla pubblicazione del materiale fornito, siamo a disposizione per qualsiasi domanda o chiarimento in merito al trattamento dei tuoi dati personali (già trattati in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.)

Ci riserviamo di non pubblicare contributi offensivi verso qualsiasi gruppo e/o persona.

L’iniziativa è promossa congiuntamente dall’associazione di promozione sociale LuccAut e dal comitato Arcigay Orlando di Brescia (che trovi anche su Instagrame Facebook).

Le due realtà sono legate da obiettivi comuni, scambio di buone pratiche e reciproca contaminazione su temi e istanze riguardanti le persone lesbiche, gay, bi/pansesuali, asessuali, transgender, intersex, queer.

Attrazione fatale o fatale pregiudizio?

 

Ma quante sono le forme di attrazione?

Cos’è il sessocentrismo?

Hai mai sentito parlare di amatonormatività?

Il genere è sempre centrale nell’attrazione?

 

Venerdì 27 aprile LuccAut, BiT Bisessuali in Toscana, Carro di Buoi e Rifacciamolamore hanno esploso il concetto di “attrazione” ed hanno allestito un laboratorio-installazione presso il Cantiere Giovani.

Ad ogni partecipante era data la libertà di aggirarsi per la sala predisposta con tre tavoli tematici: uno dedicato all’attrazione sessuale, uno all’attrazione romantica e l’ultimo ad atri tipi di attrazione.

Un laboratorio creativo permetteva di creare e ricreare ciò che nei tavoli tematici veniva trattato in teoria: scrivere una lettera, ritagliare ed incollare immagini, annusare, baciare…

Stereotipi e pregiudizi colpiscono non solo quello che chiamiamo “orientamento sessuale”, intendendo con questo l’essere gay, lesbica, bi/pansessuale, eterosessuale o asessuale, ma anche il nostro modo di amare, provare attrazione, costruire e sciogliere legami, praticare il sesso ecc.

Una riflessione, quella sulla normatività legata all’attrazione e alle relazioni, che trasversalmente tocca ognun* di noi in quanto persone. Ne abbiamo voluto parlare in un laboratorio interattivo che ponesse al centro la condivisione delle conoscenze e delle esperienze al fine di dare valore alla sessualità autodeterminata e liberata da aspettative sociali e di genere.

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Non è facile dare un’idea esaustiva di come l’evento si è svolto e tirare le somme. Ogni partecipante si è portat* a casa qualcosa di diverso e una presa di coscienza personale.

Provando a fare un esempio, un termine su cui si è concentrata parte della riflessione è “sessocetrismo”, ovvero la centralità dell’attrazione sessuale nelle relazioni, nelle interazioni e nei discorsi, che contribuisce alla tendenza a “normare” il sesso e la sessualità.

Avete mai pensato a questo aspetto? Al sesso come metro di paragone? Al sesso come criterio secondo cui le relazioni si gerarchizzano?

E come si fa a decostruire questa componente delle nostre vite?

VdS, un’attivista di Rifacciamolamore, ha individuato alcuni punti di partenza:

  • decostruzione di normatività sessuali (riflettendo sulla distinzione tra sesso e genere; superando il binarismo di genere e sesso a livello di identità, espressione e ruoli di genere)
  • decostruzione di normatività sessuologiche (depatologizzazione e riconoscimento della dignità di ogni forma di sessualità fuori dalla norma genitalo-centrica e penetrazione-centrica)
  • decostruzione delle normatività interazionali (valorizzando tutte le forme di attrazione non sessuale)
  • decostruzione dell normatività relazionali (valorizzando le relazioni non sessuali, incluse quelle romantiche/di coppia)

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E l’amatonormatività???

Ne parla Carro di Buoi parafrasando le parole di Elizabeth Brake, autrice del libro “Minimizing marriage”:

“Dare per scontato che una relazione sentimentale (come un matrimonio o una convivenza) debba avere per forza la precedenza su tutti gli altri tipi di relazione, che l’obiettivo della vita di tutti sia il far parte di una di queste relazioni e che l’amore romantico debba essere considerato come un traguardo al quale tutte le persone dovrebbero ambire, per cui si pensa che coloro che sono fuori da queste relazioni, in realtà, ne starebbero cercando una.”

Ci avevate mai pensato?

Se la risposta è “no” siamo liet* di aver aperto un sentiero di riflessione.

Se la risposta è “sì” siamo liet* di condividere un percorso comune verso stili relazionali consapevoli ed autodeterminati.

Per approfondire vi rimandiamo a:

http://www.rifacciamolamore.it

http://www.carrodibuoi.it

e alla pagina facebook del collettivo BiT: https://www.facebook.com/BiTbisessualintoscana/

Link all’evento di LuccAut: https://www.facebook.com/events/297964880736151/

 

Open Day di AscoltaTi: il nostro sportello di accoglienza LGBT+

Ma visto che vi amo, miei coraggiosi simili, vi auguro di perdere anche voi il coraggio. Vi auguro di non avere più la forza di ripetere la norma e di fabbricare l’identità, di perdere la fede in quello che dicono i vostri documenti su di voi. E una volta che avrete perso il vostro coraggio, stanchi di gioia, vi auguro di inventare un modo per l’uso del vostro corpo. Proprio perché vi amo, voglio che siate deboli e disprezzabili. Perché è attraverso la fragilità che opera la rivoluzione.

Paul B. Preciado

 

Domenica 25 febbraio 2018 abbiamo inaugurato presso il Centro Giovani di Santa Margherita (Capannori) il nostro sportello di ascolto, orientamento e accoglienza: AscoltaTi.

La parola “ascoltati” può essere letta in due modi: ascòltati oppure ascoltàti. Il nostro sportello vuole valorizzare e promuovere entrambi i significati: l’ascolto di sé stess* per dare valore alle nostre identità, partire da un punto dentro di noi per poi portare la nostra testimonianza con serenità; l’ascolto che offriamo a chi ne sente il bisogno.

L’Open Day è stato un abbraccio collettivo, un momento di scambio e unione di forze da parte di tutt* coloro che hanno partecipato: il Centro Giovani colorato delle nostre bandiere dell’orgoglio, palloncini, gadgets. L’apertura dello spazio dedicato alle sedute di counselling e la realizzazione di un workshop dedicato al tema del coming-out, che ci ha lasciato un sacco di testimonianze, emozioni e impressioni colorate, scritte e disegnate su tovaglie di carta.

Raramente scoprirsi omosessuali, bisessuali, transgender, queer, asessuali, intersessuali è una consapevolezza priva di temporaneo sconforto, disorientamento, insicurezza e a volte dolore. Spesso ricevere il coming out da parte del* propri* figli*, genitori, amic*, parenti è un’esperienza che mette a dura prova, a causa dei pregiudizi, gli stereotipi e le pressioni discriminatorie nei confronti delle persone LGBT+.

“AscoltaTi” esiste per la volontà del* attivist* di LuccAut che credono nell’accoglienza e nella valorizzazione della diversità, che vogliono dare supporto e strumenti a coloro che vivono con difficoltà il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere, a famiglie omogenitoriali, a coppie composte da persone dello stesso sesso, a genitori LGBT+, a chiunque voglia iniziare a confrontarsi con tematiche relative a orientamento sessuale, identità di genere, non binarismo sessuale e stili relazionali considerati non convenzionali dalla maggioranza. E e pure a migranti, ospitati nelle strutture di accoglienza del territorio e fuggiti dal proprio Paese di origine perché omosessuali, che domandano una reale dimensione di orientamento ed integrazione.

I servizi offerti dallo sportello sono tutelati da segretezza professionale:

  • incontri con counselor professionale
  • orientamento verso i servizi sul territorio
  • informazioni su gruppi/associazioni LGBT+ presenti sul territorio
  • confronto/ sostegno con gruppo di ascolto
  • contatto diretto con l’associazione LuccAut (incontri, iniziative, eventi ecc)

Lo sportello è aperto tutti i giovedì pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e si trova presso il Centro Giovani di Santa Margherita (Capannori), Via del Marginone 118.

Per maggiori informazioni sui servizi offerti dallo sportello e per prenotazioni scrivere a: ascoltati.luccaut@gmail.com

“X” come “famiglia”

“Tutte le famiglie felici si somigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”

Quando ho finito di leggere “La Famiglia X” di Matteo Grimaldi ho ripensato a questo incipit (“Anna Karenina” di Lev Tolstoj) correggendo la frase in “Tutte le famiglie, felici e infelici, sono diverse tra loro. Tutte le famiglie infelici possono tornare ad essere felici.”

Michael, un adolescente che vive in una piccola città di provincia, è stato allontanato dai propri genitori a causa delle loro compromissioni con il traffico della droga. I servizi sociali intervengono per dare a Michael il sostegno famigliare di cui ogni ragazzo o ragazza della sua età ha diritto. Dopo l’allontanamento Michael viene temporaneamente trasferito a casa di una vecchia signora, la signora Guerra, che ama tanto parlare e leggere Anna Karenina. Un romanzo che lei descrive a Michael come una storia d’amore “travolgente, intensa, passionale”, un libro che al ragazzo fa venire i brividi solo a notarne le dimensioni, un “mattone di pagine” che incomprensibilmente emoziona la signora che si sta prendendo cura di lui: “Vorrei risponderle che a me le storie d’amore fanno venire il voltastomaco” pensa Michael, “ma lei ha già cominciato a raccontarmela”. Tenta allora di interrompere il fiume di parole con un “Sembra un libro parecchio allegro”, ricevendo come risposta “Sì, soprattutto il finale, quando Anna si butta sotto a un treno”.

Chiedo perdono se mi concentro su questo dettaglio, chiedo perdono a chi non ha mai letto Anna Karenina e chiedo perdono a chi, scorrendo questa recensione, pensava di leggere qualcosa sulle vicende del protagonista, ma il personaggio secondario della signora Guerra, sorpresa a leggere un certo libro, è il personaggio che apre uno dei principali fili conduttori del libro. Per questo scelgo di dedicare a lei queste righe.

Perché la signora Guerra legge Anna Karenina con così tanto trasporto?

Anche se non si è letto il celebre romanzo russo, siamo comunque a conoscenza della trama a grandi linee: donna adultera che sfascia la propria famiglia e che alla fine si butta sotto ad un treno. Sì, ma anche no.

Quel “mattone di pagine” contiene forse uno dei passi più travolgenti, appunto, in cui un autore trasporta ai lettori l’amore di una madre verso suo figlio. Anna, a causa del suo adulterio, viene allontanata da suo figlio Serëža. Uno strappo, una lacerazione nel cuore della donna che la fa scivolare verso la tragedia finale. Il passo del romanzo in cui Tolstoj narra della visita clandestina di Anna al figlio è forse il momento più sublime di tutta la vicenda: cade ogni giudizio morale sulla condotta di Anna e prorompe la forza dei sentimenti materni.

La signora Guerra non è una donna russa dell’800, come mai capiamo che si identifica con Anna? Poco dopo l’episodio del libro, scopriamo qualcosa: “Ha letto davvero tutti questi libri?” chiede Michael, “Oh, no. (…) Sono appartenuti alle persone vissute in questa casa durante l’ultimo secolo. Mio marito è riuscito a far amare i libri a me e farli odiare a mio figlio.” La parola figlio genera un vuoto contrastante con lo spirito ciarliero della signora Guerra. “Dov’è adesso suo figlio?” domanda interessato Michael, “L’ho perso per sempre” risponde lei.

Di che cosa parla “La Famiglia X” di Matteo Grimaldi?

Parla della possibilità di ridurre le distanze tra le persone, del potenziale umano di sanare le lacerazioni, della creatività dei ragazzi e delle ragazze nel caos dell’adolescenza, delle famiglie infelici, la cui infelicità non è un destino, ma una fase da attraversare con coraggio in attesa del miglioramento. Parla anche di una coppia di due uomini che si prendono Michael in affido, ma questo c’è scritto anche sul retro della copertina del libro, e mi sembrava poco interessante scriverlo anche qua.

La famiglia è un’incognita, X, come ci dice Michael, “che non sai quanto vale finché non la risolvi”.

Maria per LuccAut

 

Il primo Pride

Giugno è il mese del Pride, o meglio, dei Pride. E’ il momento in cui si va fuori, si cammina per le strade, tutt* liber* di esprimere se stess*. E’ il momento in cui ci si confronta con l’ “esterno”, che restituisce reazioni ed emozioni diversissime: chi esprime perplessità, chi fastidio, chi paura, chi disgusto oppure incontriamo sorpresa, volti distesi, sorrisi, osservatori, oppure solamente indifferenti. Una parata colorata sembra non fare nessuna differenza, scivola rumorosa sulle spalle alzate di chi rimane ai lati del corteo: <<A me non mi interessa cosa la gente fa, ognuno è libero di fare quello che vuole.>>

“Ognuno ha diritto di vivere come vuol”.

Ma si tratta solo di questo? Siamo nelle strade solo per dire ci siamo anche noi e vogliamo essere accettat* dal resto del mondo?

Siamo lì per dire, sì, ci siamo e chiunque si senta solo adesso sa che non lo è più. Siamo lì e siamo anche noi mondo. Siamo lì, camminiamo anche per svelare che la realtà comprende noi, comprende tutt*, ciascun* con le proprie sfumature, ciascun* con i propr* desideri e speranze. Siamo in piazza con chi non ha mai avuto il coraggio di uscire fuori di casa, mostrarsi, sorridere ed essere se stess*. Siamo in piazza con chiunque senta il peso dell’emarginazione, dei dubbi, delle frustrazioni e della faticosa ricerca di se stess*. Siamo in piazza con chi ha una vita piena, ricca di affetti, di fatica e di serenità, e si scontra ogni giorno col muro della stupidità e della malignità, dei grovigli legali e politici senza fine e senza senso. Siamo in piazza con chi per la prima volta decide di buttare dalle spalle questa ingombrante coperta di confusione e capisce di essere quell* che è, perfett* così.

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“Il mio pride è stato, per me, un’esperienza molto significativa, per il mio cammino di completa accettazione di me stesso…un cammino impervio, difficoltoso a causa dell’essere il mio peggior giudice.

La giornata ad Arezzo ha rappresentato il momento in cui ho vissuto il mio personale Pride; mi sono sentito orgoglioso di me stesso, del mio limitato attivismo per rendere la società più equa e tollerante, nel permettere alle persone di poter vivere rispettando la propria identità e affettività. Reprimere per omologarsi ad uno standard maggioritario, credo che sia la cosa che più ci allontana dal concetto di umanità.

Ho avuto un enorme piacere inoltre nel poter supportare nel mio piccolo, il Pride ad Arezzo, percependo sul campo, l’enorme necessità di organizzare una manifestazione di questo genere, sopratutto in realtà di provincia, dove spesso a causa dell’ignoranza, è più difficile poter vivere con serenità, tranquillità e alla luce del sole la propria “diversità”. Ho utilizzato il termine diversità, perché ancora oggi frequentemente, siamo percepiti dal resto della società come quelli DIVERSI, solo perché abbiamo una differente affettività o identità rispetto al comune sentire, senza però rendersi conto che le aspirazioni, le paure, i sogni, i dubbi, i problemi, insomma tutte quelle variabili che caratterizzano la vita e l’essenza delle persone sono spesso molto più simili di quanto pensiamo.” (Federico)

Il Pride non è uscire alla luce del sole, il Pride è esso stesso la luce, emanata da ciascun* di noi.

Andiamo al Pride per quelle persone che non ci sono ancora andate, che non possono venire, che ancora hanno paura, che si nascondono. Per quelle persone che ci guardano con sospetto, curiosità e talvolta disprezzo. Andiamo al Pride per mostrare loro la nostra fierezza, per mostrare loro che esistiamo, siamo tant*, siamo anche nelle piccole città, che vogliamo rispetto, diritti e giustizia sociale.

Il Pride doveva essere ad Arezzo sì, sì e sì. E’ stato bello, potente, fiero, politico, inclusivo, variegato, consapevole, insomma, evviva. Per i/le compagn* dell’associazione è stata un’esperienza taumaturgica. Il Pride è stato una boccata d’aria, un “viva noi”.

E i grazie non si contano. Perché tra i sentimenti e le emozioni che ti bombardano in quel contesto c’è anche una profonda e multiforme gratitudine. Dire grazie è poco, e il modo di essere grat* più efficace, a mio parere, è continuare ad essere fier* tutti i giorni. Lavorare, lottare, resistere col sorriso.

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Francesca, Federico e Maria per LuccAut