LuccAut presenta a Pisa “Farà Nebbia”, il romanzo partigiano di Stefano Paolo Giussani

Stefano Paolo Giussani è specializzato in geografia ed ecologia. Scrive documentari. Autore de “il Ring degli Angeli”, in questa edizione del Pisa Book Festival ha presentato con la nostra associazione il suo ultimo lavoro dal titolo “Farà Nebbia, romanzo partigiano” edito da Robin, in cui viene messa in luce una realtà rimasta nascosta nelle pieghe della narrazione storica del nostro paese: la guerra di Liberazione dal nazi-fascismo combattuta, sui rispettivi fronti, anche da uomini e donne gay e lesbiche.unnamed

Il romanzo è ambientato nel Nord Italia, sul lago di Lugano. Sebastiano nasce sulla sponda svizzera da una famiglia altolocata le cui risorse gli permetteranno di intraprendere una formazione artistica e d’inserirsi in ambienti intellettuali e antifascisti.

L’altro protagonista, Ervé, nasce sulla sponda italiana e cresce in orfanotrofio. Diventerà modellista di aerei e farà parte di una squadra fascista.

        In questo complicato contesto in cui eventi pazzeschi si susseguono rapidamente e drammaticamente, dove il patto col lettore di “verosimiglianza” sulla narrazione storica viene quasi messo in discussione dall’incredibile (ma reale) ferocia ed efferatezza dei ricatti e delle torture messe in atto per estorcere informazioni e disgregare la rete partigiana, l’autore ha immaginato l’incontro tra i due uomini. Durante un pestaggio in cui Ervé è coinvolto, succede qualcosa in lui che mette in discussione la sua identità e la sua fede fascista. Ervé è in effetti il personaggio che attraversa  tutti gli ambienti del romanzo, accompagnato dal suo scetticismo e disincanto. Proprio il suo essere attaccato alla realtà e il suo vivere le cose per come sono, lo porteranno a non nascondere a se stesso il suo innamoramento per Sebastiano e a rinunciare alle chimere dell’ideologia fascista.

La realtà delle persone gay e lesbiche tra le due guerre è rimasta a lungo tempo fuori dalla memoria collettiva e soltanto negli ambienti accademici alcuni filoni di ricerca si sono interessati di esplorare una realtà rimasta invisibile, eppure presente nelle testimonianze di chi combatté. Giussani, raccontando del libro, ci offre anche un quadro di sintesi di quella che era la situazione in Italia per quanto riguardava gay e lesbiche.

In quanto a omosessualità, Mussolini riteneva che il problema in Italia non sussistesse affatto, data l’indubitabile virilità che avrebbe caratterizzato “il maschio italiano”. Per quanto questi fossero i presupposti, una simile presa di posizione non si tradusse, almeno inizialmente, in una politica mirata e persecutoria come accadde invece in Germania. Vi era tuttavia un forte isolamento sociale e non solo: l’accusa di “pederastia” era spesso usata come strumento di ricatto.

        Anche sul versante opposto, quello delle forze antifasciste e della lotta partigiana, mancò l’occasione di essere riconosciuti come attori legittimi di un cambiamento radicale della politica e della società italiana. Giussani ci racconta una volta di aver parlato con un celebre partigiana, chiedendole proprio quale fosse la reazione, quando tra le fila dei propri compagni/e di lotta venivano fuori persone gay o lesbiche: la risposta è che alla fine non era importante chi uno/a* fosse… L’importante era perseguire l’obiettivo di respingere le forze nazifasciste e liberare il paese e quel risultato contava più di ogni distinzione e definizione d’identità.

Se la guerra partigiana rappresentò indubbiamentunnamede il momento cruciale di liberazione dall’ideologia fascista e dalla dittatura, costituendo per così dire una fase creativa in cui si poteva immaginare non solo una rifondazione politica delle istituzioni, ma addirittura una nuova mentalità e relazioni interpersonali scevre dei rigidi schemi imposti in un ventennio di regime, fu altrettanto vero che molti/e* combatterono per vedere deluse le proprie speranze di veder riconosciuto il proprio sforzo.

“Farà Nebbia” non scaturisce però soltanto dalla necessità di portare alla luce la memoria storica di queste esistenze di persone reali che hanno combattuto e contribuito alla costruzione di un società democratica. Le motivazioni che portano Giussani ad affrontare questo tema in un determinato contesto storico come la guerra provengono anche da una necessità attuale:

“Io scrivo documentari e non mi ritengo un vero e proprio scrittore. Di solito prendo uno scenario realistico e ci costruisco sopra una storia di fantasia prendendo spunto dal mondo che mi circonda e che mi appartiene (in questo caso, la comunità LGBT). Questa ambientazione e questa storia mi hanno permesso di immaginare e costruire figure omosessuali slegate dal contesto del Pride, per quanto il Pride rappresenti anche un momento di rivendicazione dei diritti. Purtroppo l’immagine veicolata dai media è spesso soltanto quella di una festa i cui protagonisti indiscussi sono i Bears che fanno tremare il carro con la musica”.

Giussani con “Farà Nebbia” ci vuole mostrare che non c’è e non c’è mai stato soltanto questo e che le persone, coi loro diversi orientamenti sessuali e anche con diverse appartenenze politiche, sono ed erano presenti in un momento tantosignificativo della storia del nostro paese. E che la lotta per liberare l’Italia – che non fu solo politica, ma anche culturale – può e deve continuare ancora oggi, nello sforzo di abbattere pregiudizi e discriminazioni.

Francesca- Luccaut

 

 

 

1 commento su “LuccAut presenta a Pisa “Farà Nebbia”, il romanzo partigiano di Stefano Paolo Giussani”

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