L’arcobaleno che verrà

loveUn anno con Luccaut.

All’inizio del 2017 ci sono molte cose che vorrei portarmi dietro di questo 2016 passato nell’associazione: vedo l’anno nuovo come un prato su cui abbiamo piantato insieme tanti semi. Mi trovo qui ad aspettare ed osservare cosa crescerà, cosa nascerà, se quello che nascerà sarà quello che ci aspettavamo, oppure una sorpresa: una delusione o una soddisfazione. Guardo con entusiasmo a questo nuovo anno. Non per un’aspettativa standardizzata che scatta al termine di ogni anno solare, ma per una sensibile fiducia ed una galoppante energia che è scaturita dai progetti e dalle idee che abbiamo portato avanti, dalle persone che abbiamo incontrato e conosciuto e dai luoghi che abbiamo frequentato nel 2016.

Sento di dover fare uno sforzo nel riportare alla mente gli eventi che abbiamo organizzato, cosa abbiamo costruito, il lavoro di ognun* di noi, le conquiste e le perdite, gli arcobaleni e le tempeste. Decido di non sforzarmi troppo e di esprimere il 2016 di Luccaut come un quadro di Pollock: un groviglio di colori ben distinti.

Verranno a chiederti del nostro amore: il 23 gennaio 2016 siamo in piazza San Michele sotto Palazzo Pretorio con Famiglie Arcobaleno per un presidio legato alla piattaforma nazionale “Svegliati-Italia” a favore dell’approvazione della legge sulle unioni civili e l’adozione del/la figlio/a del/la partner (stepchild adoption) per le coppie dello stesso sesso. Un iter legislativo che ci ha tenuto col fiato sospeso, ci ha fatto discutere, sperare, indignare e che infine è terminato con un riconoscimento importante, fondamentale ma non sufficiente. Una legge che sembra un passo avanti verso il riconoscimento di uguali diritti tra coppie di sesso diverso e coppie dello stesso sesso, ma che tuttavia rimane solo un primo, troppo timido passo in avanti (e che per alcune persone rappresenta addirittura un passo indietro).

E che dire dell’incontro del giorno prima ad Artè a Capannori? La nostra associazione ha presentato al pubblico Michela Marzano ed il suo libro “Papà, Mamma e Gender”: ricordo che sedevo tra le ultime file e davanti avevo un sacco di gente, la sala era piena, i posti a sedere erano tutti occupati e la condivisione della serata è stata totale. La presentazione di questo libro si inseriva in una rassegna culturale legata ai temi e alle questioni della comunità LGBT+ chiamata #lovewins, in collaborazione con le istituzioni locali.

L’8 aprile ospitiamo a Palazzo Ducale la proiezione del film “Due volte genitori”. Questo documentario entra nel cuore delle famiglie nel momento in cui fanno fronte alla scoperta dell’omosessualità di un figlio o una figlia. I genitori si misurano con il crollo delle loro aspettative e iniziano un percorso che li porta a comprendere e accettare non tanto e non solo l’omosessualità in quanto tale, quanto la loro stessa rinascita come genitori e persone, con un nuovo sguardo sul mondo. Fu un momento intenso e memorabile per molti/e di noi.

E poi la tappa successiva della rassegna #lovewins: “Unioni civili. Una legge per le nuove famiglie”: questo il titolo dell’incontro con la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria e relatrice del testo di legge per il riconoscimento giuridico-normativo dell’amore fra persone dello stesso sesso, e il senatore Andrea Marcucci, anche lui fra i promotori della stessa legge. Questo evento è stato un’occasione di riflessione su una legge che ad oggi riconosce l’unione fra persone dello stesso sesso, dando loro diritti-doveri simili a un matrimonio. Un passo importante per l’Italia, poiché è stata la prima volta che un Governo ha portato in fondo un testo normativo a tutela dell’amore omo/bisessuale.

#Lovewins prosegue con “Per lo sport, l’amore non ha regole”, la proiezione del 4° episodio del documentario Fuori! Ci siamo domandati/e: possono i valori che contraddistinguono l’attività sportiva essere leva di accoglienza? Il rispetto reciproco, che è alla base di quell’agonismo che anima ogni squadra, può diventare occasione più ampia di accoglienza, a servizio della nostra intera comunità, come esempio e paradigma di una solidarietà matura e consapevole? Il documentario è realizzato dalle registe toscane Chiara Tarfano e Ilaria Luperini all’interno del loro progetto “Fuori!”, che vede in questo episodio protagonisti Stefano Iezzi e Giacomo Capone: i due giovani rugbisti, il cui coming out, condiviso anche all’interno della propria società sportiva, si è guadagnato nel 2016 una copertina dell’inserto settimanale della Gazzetta dello Sport.

Ma non sono mancati momenti di socializzazione e convivialità! Ad aprile abbiamo organizzato un’apericena di autofinanziamento presso il Teddy Bar a San Vito dove sono state molte le persone a partecipare e tanto il divertimento condiviso!

Non ci facciamo mai mancare un momento dedicato ai libri e alla letteratura a tema LGBT+ infatti a maggio Stefano Paolo Giussani ha presentato il suo libro “Il ring degli angeli” alla libreria Baroni a Lucca. Questa opera è stata realizzata con il primo crowdfunding italiano dedicato a una raccolta di racconti LGBT. In un paese nelle cui piazze qualcuno dimostra di essere omofobo tenendo in mano un libro, altri hanno deciso di dire “No all’omofobia!” proprio diffondendo queste pagine, a sostegno dell’idea che l’omofobia è incompatibile con una società che si definisce civile. La presentazione è rientrata negli eventi in occasione della “Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia” e nella serie di eventi patrocinati dal Toscana Pride 2016.

E sono solo a metà, e sento di essermi dimenticata qualcosa, ma vado avanti. Vado avanti con l’evento finale della rassegna #lovewins in Cortile degli Svizzeri a giugno: “Una domenica per i diritti, una piazza contro l’omofobia”. A questo evento hanno dato il contributo associazioni che non ce la faccio ad elencare quante sono state! Abbiamo parlato di tanti argomenti, con sostegno da parte di tantissime persone e realtà diverse. Il contributo musicale è stato dato dai ragazzi e dalle ragazze musicisti/e del Cantiere Giovani. Inoltre c’è stato un bel contributo cinematografico da parte di Patrizia Lazzari che ha proiettato il suo cortometraggio “Da molto tempo volevo dirti”, la storia di un coming-out molto particolare. E poi una travolgente energia positiva!

Un’energia che ardeva e che ha rischiato di essere spenta dal tragico episodio della strage di Orlando negli Stati Uniti. Luccaut, assieme ad altre associazioni ha organizzato una fiaccolata per dare appoggio e solidarietà alla comunità LGBT Americana con una simbolica marcia silenziosa.

L’energia si è però riaccesa con il Toscana Pride 2016, a cui abbiamo entusiasticamente partecipato e contribuito essendo stati all’interno del comitato promotore. Come descrivere un Pride a chi non c’è mai stato? O come descrivere il Toscana Pride? O come raccontare il Toscana Pride dietro allo striscione di Luccaut? Posso parlare dalla mia prospettiva: per me Pride non si traduce con orgoglio, ma con fierezza. L’eteronormatività asfissiante a cui le persone LGBT+ sono costantemente esposte non può essere che contrastata con un sì alla propria vita: io sono fiera di ciò che sono, non vorrei essere diversa da come sono. La mia identità di genere, il mio orientamento sessuale, il mio sesso sono favolosi tanto quanto il genere, l’orientamento sessuale e il sesso di tutti gli esseri umani nel modo. E pensare di essere perseguitat*, discriminat*, aggredit* e offes* per un’identità di genere, orientamento sessuale o sesso stabiliti come non congrui ad una “norma” o una “natura” mi fa scendere in piazza con altre 30000 persone a Firenze, il capoluogo della mia regione, e celebrare me stessa insieme agli altri, così come siamo.

Dopo Firenze, con furore, a luglio abbiamo preso la sede legale al Cantiere Giovani. Un passo avanti per la nostra associazione che fino a quel momento si riuniva in luoghi privati. In questo modo abbiamo l’opportunità di interagire con le altre associazioni e realtà che popolano quel luogo di incontri ed effervescenza giovanile che anima la nostra comunità.

Ed è proprio al Cantiere Giovani che il 23 settembre, giornata dell’orgoglio e della visibilità bisessuale, l’associazione Luccaut ha organizzato il primo workshop interamente dedicato a questo argomento intitolando l’evento “Bisessualità: monosessismo, visibilità, attivismo” portando alla luce istanze politiche e temi riguardanti le persone bisessuali.

Siccome il Cantiere ci piace tanto, in quella sede in ottobre, abbiamo dedicato un workshop al coming out: “A ciascuno il suo coming out”, preceduto da una serie di contributi sul tema da più parti, che abbiamo pubblicato su questo nostro blog. L’11 ottobre è infatti il giorno dedicato al coming out: associazioni e gruppi LGBT+ in tutto il mondo pubblicano materiale e informazioni a favore della visibilità delle persone LGBT+.

E dato che, come già detto, apprezziamo la letteratura, e apprezziamo anche Stefano Giussani, a novembre abbiamo partecipato alla presentazione del suo libro “Farà nebbia” presso il Pisa Book Fesitval. Romanzo ambientato a Milano tra il 1943 e il 1945 che racconta una realtà affrontata raramente nella storia della Resistenza italiana: quella di un ragazzo, Ervè, che si scopre omosessuale negli ultimi anni del regime fascista.

Il 26 Novembre non potevamo poi perdere un appuntamento con migliaia di donne in lotta contro la violenZa verbale e fisica che orrendamente dilaga nel nostro paese. Violenze che molte donne subiscono, oltre che a essere immerse in una cultura maschilista e patriarcale. Alle prime luci del mattino alcun* di noi sono partiti alla volta di Roma, per manifestare alla grande manifestazione “Non Una Di Meno” a cui hanno preso parte almeno 200mila persone.

E poi? E poi sabato 3 dicembre LuccAut e Provincia di Lucca, Città di Lucca, Comune di Capannori, Comitato Etico locale – ex Azienda USL 2 Lucca, Ce.I.S., AnlAids, Società Italiane per la PromoZione della Salute, Croce Rossa Italiana – Comitato di Lucca hanno promosso una giornata di sensiblizzazione, informazione e approfondimento sul tema HIV. Sono intervenuti Giulio Maria Corbelli – Vicepresidente Plus onlus e Presidente European Community Advisory Board, Michele De Gennaro – Infettivologo, Sergio Ardis – Comitato Etico Locale, Chiara Bertolozzi – Associazione Ce.I.S e Veronica Lodovici – Direttore sanitario Croce Rossa Italiana di Lucca. In questo contesto sono emersi i molteplici aspetti relativi alla cura, alla prevenzione, alla conoscenza del virus e all’accoglienza e al rispetto delle persone sieropositive. Il dialogo aperto tra i soggetti che hanno attivamente contribuito all’evento auspica l’inizio di un percorso di collaborazione e di contatto tra le realtà che operano in questo ambito, con lo scopo della tutela dei diritti e della salute delle persone, sieropositive e non.

E poi?

E poi il 28 dicembre ci siamo salutati tra soci e simpatizzanti, augurandoci un buon anno nuovo presso il Centro Giovani di Capannori: cibo, musica e simpatiaJ

E poi?

E poi vedremo.

Sicuramente sarà un arcobaleno.

Maria- LuccAut

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