“X” come “famiglia”

“Tutte le famiglie felici si somigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”

Quando ho finito di leggere “La Famiglia X” di Matteo Grimaldi ho ripensato a questo incipit (“Anna Karenina” di Lev Tolstoj) correggendo la frase in “Tutte le famiglie, felici e infelici, sono diverse tra loro. Tutte le famiglie infelici possono tornare ad essere felici.”

Michael, un adolescente che vive in una piccola città di provincia, è stato allontanato dai propri genitori a causa delle loro compromissioni con il traffico della droga. I servizi sociali intervengono per dare a Michael il sostegno famigliare di cui ogni ragazzo o ragazza della sua età ha diritto. Dopo l’allontanamento Michael viene temporaneamente trasferito a casa di una vecchia signora, la signora Guerra, che ama tanto parlare e leggere Anna Karenina. Un romanzo che lei descrive a Michael come una storia d’amore “travolgente, intensa, passionale”, un libro che al ragazzo fa venire i brividi solo a notarne le dimensioni, un “mattone di pagine” che incomprensibilmente emoziona la signora che si sta prendendo cura di lui: “Vorrei risponderle che a me le storie d’amore fanno venire il voltastomaco” pensa Michael, “ma lei ha già cominciato a raccontarmela”. Tenta allora di interrompere il fiume di parole con un “Sembra un libro parecchio allegro”, ricevendo come risposta “Sì, soprattutto il finale, quando Anna si butta sotto a un treno”.

Chiedo perdono se mi concentro su questo dettaglio, chiedo perdono a chi non ha mai letto Anna Karenina e chiedo perdono a chi, scorrendo questa recensione, pensava di leggere qualcosa sulle vicende del protagonista, ma il personaggio secondario della signora Guerra, sorpresa a leggere un certo libro, è il personaggio che apre uno dei principali fili conduttori del libro. Per questo scelgo di dedicare a lei queste righe.

Perché la signora Guerra legge Anna Karenina con così tanto trasporto?

Anche se non si è letto il celebre romanzo russo, siamo comunque a conoscenza della trama a grandi linee: donna adultera che sfascia la propria famiglia e che alla fine si butta sotto ad un treno. Sì, ma anche no.

Quel “mattone di pagine” contiene forse uno dei passi più travolgenti, appunto, in cui un autore trasporta ai lettori l’amore di una madre verso suo figlio. Anna, a causa del suo adulterio, viene allontanata da suo figlio Serëža. Uno strappo, una lacerazione nel cuore della donna che la fa scivolare verso la tragedia finale. Il passo del romanzo in cui Tolstoj narra della visita clandestina di Anna al figlio è forse il momento più sublime di tutta la vicenda: cade ogni giudizio morale sulla condotta di Anna e prorompe la forza dei sentimenti materni.

La signora Guerra non è una donna russa dell’800, come mai capiamo che si identifica con Anna? Poco dopo l’episodio del libro, scopriamo qualcosa: “Ha letto davvero tutti questi libri?” chiede Michael, “Oh, no. (…) Sono appartenuti alle persone vissute in questa casa durante l’ultimo secolo. Mio marito è riuscito a far amare i libri a me e farli odiare a mio figlio.” La parola figlio genera un vuoto contrastante con lo spirito ciarliero della signora Guerra. “Dov’è adesso suo figlio?” domanda interessato Michael, “L’ho perso per sempre” risponde lei.

Di che cosa parla “La Famiglia X” di Matteo Grimaldi?

Parla della possibilità di ridurre le distanze tra le persone, del potenziale umano di sanare le lacerazioni, della creatività dei ragazzi e delle ragazze nel caos dell’adolescenza, delle famiglie infelici, la cui infelicità non è un destino, ma una fase da attraversare con coraggio in attesa del miglioramento. Parla anche di una coppia di due uomini che si prendono Michael in affido, ma questo c’è scritto anche sul retro della copertina del libro, e mi sembrava poco interessante scriverlo anche qua.

La famiglia è un’incognita, X, come ci dice Michael, “che non sai quanto vale finché non la risolvi”.

Maria per LuccAut

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...